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21 ottobre 2012 - Belmonte: fondamentale il dialogo con gli imprenditori

Intervista pubblicata da "il Denaro" in occasione di "Rapporto Capri", iniziativa editoriale dedicata alla convention dei giovani industriali.

Il  Consorzio Asi  è un ente pubblico economico che opera da decenni per garantire agli imprenditori che  investono in Irpinia  una buona rete di infrastrutture ed un articolato e soddisfacente sistema di servizi: rete idrica potabile ed industriale, impianti di potabilizzazione e depurazione, pubblica illuminazione, energia elettrica, gas metano,  videosorveglianza, viabilità interna, rete telefonica e telematica, centri servizi. Obiettivo di Giulio Belmonte, presidente del consorzio da maggio 2011, è quello di dare, nel segno della continuità, un’impronta di grande concretezza e managerialità ad un ente da sempre strategico per lo sviluppo dell’Irpinia. Il tutto partendo da una politica di minimizzazione dei costi che ha visto approvato l’ultimo bilancio all’insegna della riduzione della perdita.

D. Presidente Belmonte, l'Asi è una presenza costante al fianco degli imprenditori e ne sostiene tutte le iniziative per favorire lo sviluppo del territorio. In che modo?

R. Il Consorzio Asi gestisce in Irpinia 12 aree industriali di cui quattro storiche (Pianodardine,  Solofra, Valle Ufita e Valle Caudina) e 8 sorte nel dopo terremoto (aree  ex art. 32 L. 219, Morra de Sanctis, Calaggio, Sant’Angelo dei Lombardi, San Mango sul Calore, Nusco, Conza della Campania, Calitri-Nerico, Calabritto). Il rapporto con gli imprenditori è dunque una priorità per definire un autentico percorso virtuoso e di crescita del tessuto produttivo irpino. Per questo è stato sempre da parte mia sollecitato ed instaurato un contatto diretto con gli stessi che sarà ulteriormente potenziato anche attraverso il  nuovo portale web. Proprio di recente, da un confronto con gli imprenditori solofrani, ai quali avevo chiesto di esprimere le proprie esigenze, è emersa la necessità del cambio di destinazione d’uso dei lotti industriali. A tal fine stiamo valutando una modifica del piano regolatore, insieme all’architetto Maurizio Petracca, con l’obiettivo di rivisitarlo ed accelerare la consegna al Comune di Solofra.

D. Quali sono gli altri fronti di lavoro sui quali il consorzio si sta impegnando per lo sviluppo delle aree industriali?

R. Dal punto di vista della sicurezza e della riqualificazione, abbiamo approvato il progetto e consegnato i lavori per la rete di video-sorveglianza nelle aree ex articolo 32 e nell’area di Valle Ufita, che prevede un monitoraggio 24 ore su 24 e migliori standard di qualità. Grazie alla Legge D’Amelio-Foglia, mi auguro di portare avanti un monitoraggio di tutte le aree dismesse ai fini del loro risanamento.  Ancora, abbiamo firmato una convenzione con Unisannio per dotare tutte le aree Asi di reti di tele-riscaldamento e tele-raffrescamento e di impianti energetici in un’ottica di razionalizzazione, avvalendoci della collaborazione dei massimi esperti del settore. Massimo impegno anche per il rilancio dell'area industriale del Calaggio interessata dalla frana. Il tavolo tra l’Asi, il sindaco di Lacedonia Mario Rizzi ed i rappresentanti delle aziende del comprensorio è sfociato in un percorso di messa in sicurezza definitiva della frana in un’area che già può contare su servizi innovativi come la fibra ottica e la banda larga. Per quel che riguarda , invece, il riutilizzo dei capannoni dismessi, l’impegno è quello di rimettere le strutture abbandonate a bando, avendo a base perizie che non prendano in considerazione solo i costi storici, ma che riflettano i parametri del mercato immobiliare attuale. Al centro della discussione c’è anche la possibilità di realizzare un'area di servizio per le aziende.

D. Sul fronte infrastrutturale, per quanto riguarda l’asse attrezzato, Lei ha più volte denunciato lo scippo della Regione. Perché?

R. Abbiamo subìto un grave scippo relativamente al completamento del III lotto dell'arteria rispetto al quale non intendiamo restare fermi a guardare. La Regione Campania è rea di aver affidato all'Anas  la gestione dell'intera opera che è già costata al consorzio oltre un milione di euro. Mi sta anche bene che la Regione affidi ad altri il completamento dell'asse attrezzato, ma a questo punto, restituisca all'Asi i soldi spesi per la  progettazione e l’idrogeologia e si occupi anche della manutenzione della strada.

D. Non da ultimo ci sono le questioni dell’ex Isochimica e del Cgs. Qual è il punto?

R. Sul fronte dell’ex Isochimica, il Prefetto Umberto Guidato, dietro indicazione dell’Asi, farà da guida per il tavolo finalizzato alla risoluzione del problema amianto. Intanto è stata affidata all’università del Sannio ed al Cnr una perizia tecnica sull’opera di bonifica. Attualmente non siamo proprietari dell'area. Prima di compiere qualsiasi altro passo dobbiamo attendere sia la valutazione dei costi per la bonifica, da parte dei tecnici del Cnr incaricati dall'ente, sia la fine del contenzioso con la curatela. Ci aspettiamo una via d'uscita rispetto ad una vicenda che mette a rischio l'incolumità di tante persone. Per quanto riguarda il Consorzio Gestione Servizi, il nostro impegno è quello di tentare di dare risposte e servizi alle imprese nell’ottica di una inversione di tendenza nella gestione degli stessi.

D. Per quanto riguarda il rilancio del territorio, che ruolo occupa l’Asi nel Patto per lo Sviluppo?

R. Con il tavolo provinciale mi pare si sia intrapresa la strada giusta. L’Asi è stata già protagonista con lo studio di fattibilità per la piattaforma logistica in valle Ufita ed ha già fatto la sua proposta: mettere in sinergia Pianodardine e Flumeri con l’alta capacità per aprire una finestra sul porto di Salerno e l’interporto di Nola. Un’area di stoccaggio ed al contempo strategica per accattivare imprenditori che vogliano investire sul fronte agroalimentare. Anticiperemo anche questi fondi, nella speranza di avere un ruolo qualificante.

D. Infine, Lei è in prima linea anche per la riforma di consorzi Asi. La Regione voleva sopprimerli per costituire una agenzia regionale di sviluppo. Ed ora?

R. Da due anni discutiamo sul  ruolo e  le funzioni dei consorzi. Abbiamo presentato una proposta di riforma che ci metta in condizione di gestire, insieme ai sindaci che sono espressione diretta dei territori, le politiche di crescita della nostra regione. Non vogliamo assistenzialismo, non ci interessa. Da anni non abbiamo più trasferimenti dallo Stato, siamo abituati a contare solo sulle nostre forze, ma dobbiamo essere messi in condizione di poter dare il nostro contributo. Bisogna snellire la burocrazia. Garantire incentivi alle imprese. La nostra proposta prevede una gestione manageriale delle Asi. Stiamo aspettando che diventi legge. E mi auguro che i consiglieri regionali irpini si battano anche per questo. Ora la Regione sta provvedendo alla riforma potando avanti una politica dal basso che tenga conto delle esigenze del territorio. L’assessore Sergio Vetrella ha tenuto conto anche in parte della nostra integrazione.

 

 

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