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Sole 24 Ore- Progetti concreti ed ambiziosi, così l'Asi guarda al futuro

È bastato poco più di un anno di gestione a Giulio Belmonte, presidente del Consorzio Asi di Avellino, per mettere a tavolino progetti ambiziosi e cercare di riprendere in mano le redini dello sviluppo in Irpinia. Così, con obiettivi ben precisi, si guarda con fiducia al futuro, senza perdere d’occhio i traguardi da raggiungere. Si è in prima linea affinché la Regione vari una legge di riordino dei Consorzi e si punta su progetti di rilievo in cantiere come quello di una piattaforma logistica in Valle Ufita, che è uno fra i più importanti.

Le ragioni sono evidenti. “Valle Ufita è al centro di un sistema di collegamenti che interessa varie regioni del Mezzogiorno — spiega il presidente Belmonte —. La piattaforma logistica, la banda larga e l’alta capacità fanno tutte parte di un disegno di crescita che noi abbiamo immaginato per il futuro dell’Irpinia. Stiamo lavorando affinchè il nostro piano di sviluppo si concretizzi”. Attualmente il progetto è sul  Tavolo tecnico a supporto del patto per l’Irpinia, per essere candidato tra i finanziamenti infrastrutturali strategici di rilievo nazionale, così da essere destinato non alla sola area di stoccaggio, ma a diventare centro di riferimento per l’agroalimentare.

C’è poi il progetto Free Asi: convenzione con l’Università del Sannio, con il Consorzio Sannio Tech e la Tecno Bios che prevede un maggiore sfruttamento di fonti rinnovabili. “L’obiettivo — dice Belmonte — è di attuare una politica di interventi mirata a ridurre i consumi energetici e a contenere l’impatto ambientale, quindi continuare a fare sviluppo, con attenzione per l’ambiente e per la vivibilità del territorio, nonché con notevole abbattimento di costi  a carico degli operatori industriali”. Un altro progetto ancora con Università, Tecnobios e Consorzio Sannio Tech riguarda la società Cgs (interamente Asi) per il pretrattamento dei percolati di discarica mediante l’ozonizzazione e l’ultrafiltrazione.

A muovere i fili del Consorzio Asi è una linea d’azione concreta in cui il confronto, la motivazione reale, la garanzia di trasparenza rimangono i valori essenziali di quella che è una vera missione per lo sviluppo. In quest’ottica va il portale web, creato per favorire tale incontro, per erogare informazioni e riferimenti, per essere un servizio di consulenza. Insomma, una politica fatta di obiettivi.

Basta un esempio su tutti per dare merito ai tanti risultati raggiunti in quest’anno di gestione Belmonte, quello a Palazzo Santo Lucia. Qui il presidente, insieme ai colleghi campani, è riuscito a far accantonare l’ipotesi di una Agenzia Regionale per lo Sviluppo, che prendesse il posto delle Asi, togliendo tout court ai Comuni, enti consorziati, il ruolo di protagonisti nelle strategie di crescita dei rispettivi territori. Ora dell’Agenzia non si parla più, ma si discute, tra i banchi consiliari della Regione, di un disegno di legge per la riforma delle Asi, che Belmonte commenta: “La speranza — afferma — è che l’intervento di riordino aiuti i Consorzi a superare una fase di stallo che dura ormai da troppo tempo, da quando non si ricevono più fondi dallo Stato e nelle aree industriali si contano troppi capannoni dismessi che attualmente l’Asi, in virtù del regolamento regionale n° 2 del 24 febbraio 2005, può assegnare solo tramite bando di gara”. Una recente legge regionale da’ ai Consorzi la possibilità di rientrare nella piena disponibilità dei capannoni inutilizzati e riassegnarli, ma si attende che si arrivi a procedere a trattative private con le aziende.

Intanto si lavora su altri fronti, come per garantire servizi all’avanguardia agli imprenditori insediati nelle 12 aree di competenza dell’ente, dalla depurazione affidata al Cgs (braccio operativo del Consorzio) alla videosorveglianza (presto assicurata nelle aree ex art. 32, sorte dopo il sisma del 1980, e in una delle quattro aree storiche, in Valle Ufita). Di progetti però ve ne sono diversi, fra tanti, sul fronte depurazione, la realizzazione di impianti per il recupero delle acque depurate e il riutilizzo delle stesse ai fini industriali nelle aree industriali di Calitri, Nusco e Morra. A Pianodardine è invece già in esercizio da diversi anni un impianto di produzione di acque per uso industriale, distribuita agli opifici insediati. Solo una piccola parte della strategia dell’Asi di Avellino per ridare linfa a un territorio ricco di potenzialità.

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