"In relazione all’incontro per la vertenza Bitron, svoltosi presso l’Amministrazione Provinciale di Avellino, la notizia riportata da organi di stampa locale non corrisponde all’effettivo andamento del confronto". Il Presidente Foglia ha chiarito, attraverso un comunicato stampa, la sua posizione.
In effetti i dubbi sollevati dal Presidente dell’ASI, in ordine alla possibilità che, a seguito del subentro dell’azienda Ocevi nello stabilimento Bitron, le 50 unità lavorative attualmente dipendenti della Bitron fossero automaticamente assorbite, sono state confermate dal titolare della Ocevi che ha sottolineato come personale proveniente da un settore elettronico possa trovare immediatamente occupazione nella meccanica pesante.
Il Presidente dell’ASI, comunque, ha fatto presente che, prima di ogni altra decisione, sarebbe stato necessario conoscere il programma di investimento della Ocevi e della IMS S.r.l. che, attualmente, occupa circa 90 addetti utilizzando una parte dello stabilimento di proprietà della Bitron; appare, infatti, poco chiaro come la IMS che, allo stato esegue lavorazioni per conto della Bitron, possa assicurare gli attuali volumi produttivi.
Solo dopo aver esaminato i progetti di investimento e le reali intenzioni degli imprenditori potrà essere assunta una decisione che consenta di ricollocare le due aziende (Ocevi e IMS), sempre che siano assicurati gli attuali livelli occupazionali.
L’ing. Foglia ha sottolineato che dal punto di vista morale, e non solo, appare quanto mai discutibile che un’azienda, la Bitron, dopo aver percepito un contributo di circa 22 miliardi delle vecchie lire, dopo soli otto anni dal trasferimento del lotto da parte del Ministero alle Attività Produttive, possa decidere di andare via e vendere gli immobili realizzati con il contributo dello Stato, mettendo sul lastrico 140 persone.
Il Presidente dell’ASI ha chiesto alla Presidente della Provincia che al tavolo fosse invitato, nel prossimo incontro, il rappresentante del Ministero alle Attività Produttive perché si faccia chiarezza sulla legittimità dei vari passaggi societari, dal 1997 ad oggi, e sulla trasformazione di una società beneficiaria di contributi da S.p.a. (con capitale sociale di 10 miliardi di lire) in S.r.l. (con capitale di 800 milioni di lire), a parte le varie alienazioni di mezzi e materiali acquistati con il contributo dello Stato e il mancato rispetto degli obiettivi occupazionali assunti, a suo tempo, dal beneficiario.
Nelle more che l’intricata vicenda venga chiarita, e dai titolari dell’azienda, prima IMS S.p.a., poi Bitron S.p.a, poi Bitron Sud S.p.a., poi IMS S.r.l., e dai competenti uffici del Ministero, è opportuno che i lavoratori siano vigili e non consentano, così com’ è avvenuto in qualche altra occasione, una cannibalizzazione dell’azienda con trasferimento di beni, impianti e macchinari.